Tolstoj: La scrittura

La scrittura è tra le attività principali della scuola di Jasnaja Poljana. Cercando il metodo migliore, Tolstoj giunge alla interessante conclusione che non sempre ciò che appare più semplice all’educatore è tale anche per lo studente, e che dovendo insegnare a scrivere è meglio cominciare dalla descrizione di cose più complesse. 

Nella prima e nella seconda classe la scelta dei temi per i componimenti è fatta dagli allievi stessi. Per la prima e la seconda classe, l’argomento preferito dei componimenti è la storia del Vecchio Testamento, che gli allievi stanno scrivendo da due mesi, dopo che è stata loro raccontata dal maestro. La prima classe ha cominciato recentemente a scrivere il Nuovo Testamento, ma con risultati molto meno buoni: facevano anche più errori d’ortografia e capivano di meno. Nella prima classe abbiamo provato a far svolgere componimenti su dati temi. I primi temi, che ci sono venuti questo genere, nonostante l’aiuto del maestro, che distingueva la descrizione del grano nella descrizione della sua crescita, della sua produzione e del suo uso. Se anche scrivevano, facevano poi errori grossolani e incomprensibili d’ortografia, di linguaggio e di significato. Abbiamo provato a dar loro come tema la descrizione di avvenimenti qualsiasi, e si sono rallegrati, come se avessimo fatto loro un regalo. La descrizione, tanto amata nelle scuole, di oggetti cosiddetti semplici (un maiale, i piselli, un tavolo) è risultata senza paragone più difficile di interi racconti ricavati dai propri ricordi. In questa, come in tutte le altre materie d’insegnamento, si è ripetuto sempre lo stesso errore: al maestro appare facile ciò che è più semplice e astratto, mentre all’allievo appare facile soltanto ciò che è complesso e vivo. Tutti i manuali di scienze naturali iniziano con le leggi generali, i manuali di lingua con le definizioni, quelli di storia con le suddivisioni in periodi, anche la geometria ha inizio con la definizione del concetto di spazio e di punto matematico. Lasciandosi guidare da questo modo di pensare, quasi ogni maestro dà come primo componimento la definizione di un tavolo o di una panca e non si vuole convincere che, per definire un tavolo o una panca, è necessario trovarsi a un grado elevato di sviluppo filosofico-dialettico e che quello stesso allievo, che piange sul componimento sulla panca, forse può descrivere perfettamente un sentimento di amore o di odio, le sue liti con i compagni, o gli incontri di Giuseppe con i fratelli. Come temi per i componimenti, venivano quindi scelte spontaneamente descrizioni di avvenimenti, rapporti con persone e la ripetizione di racconti ascoltati. 

(L. Tolstoj, Quale scuola?, cit., pp. 209-210.)

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