Freud e Breuer: La cura delle parole

In questo passo degli Studi sull'isteria Freud e Breuer riferiscono il caso, che poi diventerà celebre, di Anna O., malata di isteria, che guarisce dai sintomi più vistosi recuperando, attraverso l'ipnosi, gli eventi remoti che ne erano la causa.

Eravamo in estate, vi era stato un periodo di caldo intenso, e la paziente aveva sofferto parecchio per la sete; infatti, senza che sapesse indicare un motivo, bere le era diventato tutto a un tratto impossibile. Prendeva in mano il bicchier d’acqua agognato, ma non appena lo avvicinava alle labbra, lo respingeva come un’idrofoba. Evidentemente, in quei pochi secondi, era in preda a un’assenza. Viveva solo di frutta, di meloni ecc., per mitigare la sete tormentosa. Questo durava da circa sei settimane, quando avvenne che una volta in ipnosi ragionasse della sua dama di compagnia inglese, che non amava, e raccontò allora, visibilmente inorridita, che una volta era entrata nella sua stanza, e aveva visto il suo cagnolino, quella bestia ripugnante, bere da un bicchiere. Non aveva detto niente perché voleva essere gentile. Dopo avere poi ulteriormente sfogato energicamente la rabbia che le era rimasta dentro, chiese da bere, bevve senza inibizione una grande quantità di acqua e si svegliò dall’ipnosi col bicchiere alle labbra. Il disturbo con ciò era scomparso per sempre. Così pure scomparvero delle fisime strane e ostinate dopo che era stata raccontata l’esperienza alla quale risalivano. Un grande passo fu compiuto quando, nella stessa maniera, scomparve, quale primo dei sintomi permanenti, la contrattura della gamba destra, che invero era andata mitigandosi notevolmente già prima. Da queste esperienze, dal fatto cioè che i fenomeni isterici in questa malata scomparissero non appena nell’ipnosi venisse riprodotto l’evento che aveva posto in atto il sintomo, si sviluppò un metodo tecnico-terapeutico che nulla lasciava a desiderare quanto a consequenzialità logica e applicazione sistematica. Ogni singolo sintomo di questa intricata sindrome venne esaminato, per suo conto; tutte le circostanze nelle quali si era manifestato vennero raccontate in ordine di successione inverso, cominciando coi giorni precedenti la degenza della paziente, andando a ritroso fino alle circostanze del primo manifestarsi. Se questo veniva narrato, il sintomo veniva eliminato per sempre. 
Così le paresi di contrattura e le anestesie, i più svariati disturbi della vista e dell’udito, le nevralgie, la tosse, i tremori e simili, e infine anche le turbe linguistiche, vennero “sfogate a parole”. Tra i disturbi della vista vennero per esempio eliminati isolatamente: lo strabismo convergente con diplopia; la deviazione dei due occhi verso destra, per cui la mano che voleva afferrare un oggetto si dirigeva sempre alla sinistra di esso; la restrizione del campo visivo; l’ambliopia centrale; la macropsia; la visione di un teschio in sostituzione del padre; l’incapacità di leggere. A questa analisi rimasero sottratti soltanto singoli fenomeni che si erano sviluppati durante la degenza, come l’estendersi della paresi di contrattura al fianco sinistro, e che verosimilmente non avevano neppure una causa psichica diretta.

S. Freud-J.Breuer, Studi sull'isteria, in S. Freud, Opere complete, tr. it., Bollati Boringhieri, Torino 2013 (ebook).

Acquista il libro su IBS o su Amazon.

Nessun commento: